STAR CITIZEN // AMORE TOSSICO
STAR CITIZEN // AMORE TOSSICO
#brain-dump#star-citizen#gaming#disillusione4 min
Ho speso anni a cercare il videogioco definitivo. Per un momento ho creduto davvero che Star Citizen lo fosse. Oggi devo ammettere a me stesso che mi sbagliavo.

IL BARLUME DI SPERANZA
Ho sempre sognato il videogioco definitivo, un posto dove poter fare tutto e come voglio. Quando ho scoperto Star Citizen ho visto un barlume di speranza: non un titolo come gli altri, ma un progetto che voleva davvero provare a fare qualcosa di diverso.
Oggi siamo a più di dieci anni di sviluppo. C’è chi l’ha definito una truffa, chi ne è innamorato al punto da spenderci migliaia di euro, chi semplicemente lo snobba. Io l’ho provato e ammetto che cattura: è praticamente una seconda vita nello spazio. FPS, battaglie spaziali, crafting, esplorazione, professioni — c’è di tutto, e graficamente è un piacere per gli occhi.
Continuo a girare nel Verse con frequenza. Ma più vado avanti, più capisco che per me non è più solo uno sfogo serale per staccare la spina. Sta diventando un amore tossico che non vedrà mai davvero la luce. Le promesse fatte negli anni non sono mai state mantenute com’erano in origine. Allo stato attuale, il gioco non ha un vero scopo se non far fare soldi attraverso missioni spesso rotte, con un gameplay instabile o talmente lungo da diventare uno strazio.
“Chi ci gioca sa benissimo cosa intendo: ti prepari per mezz’ora, carichi la nave, ti vesti a puntino, viaggi verso la destinazione e poi muori all’improvviso perché l’ascensore della stazione ti compenetra nel vuoto. Dopo che ti succede per tre volte di fila nella stessa serata, la magia svanisce e ti rimane solo la rabbia.”
E dire che negli anni la situazione è migliorata, e parecchio. Ricordo patch ingiocabili, impossibilità a fare login. Ma sta proprio qui l’errore: invece di mandare tutto a quel paese, ti incaponisci. Vedi speranza nelle patch successive. Ti dici dai, ce la puoi fare. E quando qualcosa funziona anche un minimo, ti fa sperare al meglio. Ma siamo sempre lì. Introducono tanta roba, ma il problema vero è che la base del gioco è rotta.
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NAVI SPLENDIDE, MONDO VUOTO
Sento che il desiderio del “gioco definitivo” sta svanendo. Tutto ciò che c’è in-game sembra inutile: non esiste una vera progressione del personaggio, le armature sono puramente estetiche, le armi soffrono dello stesso problema. Più che un mondo variegato e profondo, hanno creato un mondo appariscente.
Le navi sono splendide — da amante dello sci-fi, per me sono spettacolari. Entrare in una Drake, girarla, vedere i dettagli che hanno inserito: ti rende l’esperienza unica. Ma mi sto stancando. Non trovo più obiettivi per continuare a giocare, se non risparmiare per la nave successiva che mi porterà a fare lo stesso identico gameplay, solo su scala più grande.
“Sulla carta ti dicono che puoi fare il trasportatore, il pirata, il miner o il carrozziere spaziale. Ma la realtà è che tutti questi loop convergono in un’unica identica cosa: accumulare crediti per comprare la nave successiva. Una volta comprata, il gioco finisce lì.”
Mi sto rendendo conto che non uscirà mai il titolo capace di farmi dire “finalmente, questo è il mio gioco”. Per anni lo è stato World of Warcraft, ma alla lunga ci si stanca. Star Citizen avrebbe potuto raccoglierne l’eredità. Non ci siamo. Finché — e SE mai lo faranno — non daranno uno scopo chiaro all’esperienza, questo rimarrà solo un grande “vorrei ma non posso”. C’è tantissimo contenuto, ma è fatto male e non è completo.
I giocatori di vecchia data sanno bene di cosa parlo: c’è sempre speranza ad ogni nuova patch, ma puntualmente sistemano un bug e ne introducono altri dieci. Introdurranno il base building, bello esattamente come il crafting — ma che vantaggi darà in-game? Già oggi le cose create col crafting sono così poco vantaggiose che conviene cercarle direttamente in giro. E per favore, non venitemi a dire la solita storia che “è ancora in alpha”: le fondamenta ormai sono tracciate, ed è questo ciò che il gioco può offrire. Alla fine dei conti, è un enorme gioco da collezionismo dove l’unico vero obiettivo è comprare navi.
IL VERDETTO
Quello che sembrava un amore destinato a durare si sta trasformando in un peso. Oggi ogni login mi sembra quasi forzato. È arrivato il momento di andare avanti e lasciarselo alle spalle.
Arrivederci, cittadini spaziali. È stato comunque un bel viaggio.
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